FalÚ spento male causa del rogo




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Accidentale, ma un pò «particolare». Si potrebbe definire così il meccanismo che ha portato, nella notte tra giovedì e venerdì, all’incendio e alla quasi completa distruzione di Villa Metiche, a Monsole. Sembra, infatti, che all’origine del disastro ci sia stato un falò spento male e le cui braci, portate dal vento avrebbero raggiunto del materiale infiammabile (nylon o altro) che si trovava sul posto in seguito ai lavori di restauro conservativo e ristrutturazione che erano in corso. Il falò potrebbe essere stato acceso, durante il giorno, dagli stessi operai del cantiere, per scaldarsi. La spiegazione che filtra dagli ambienti investigativi, ha il pregio di fornire una traccia per la totale mancanza di altri indizi riconducibili a un gesto doloso. Tuttavia lascia aperte varie domande (possibile che gli operai avessero tanto freddo da dover accendere un fuoco vicino a una villa antica? Chi doveva controllare i lavori, lo sapeva? E perché il fuoco ha interessato soprattutto i piani alti?) alle quali il magistrato potrebbe volere una risposta. Il rapporto dei carabinieri, comunque, parla di «incendio accidentale», anche se gli accertamenti sono ancora in corso. La villa, oltre che vincolata dalla Soprintendenza, era un pezzo di memoria storica di questo territorio: qui, infatti, venne costruito, nel 1806, il prototipo della «ruota a schiaffi» con cui vennero bonificate queste zone. Al suo interno c’erano anche affreschi e pavimenti pregiati. «E’ stata una perdita culturale immensa - dice il sindaco, Anna Berto - e mi chiedo se sarà possibile recuperare qualcosa».

(Diego Degan)
   

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link esterno al quotidiano La Nuova di Venezia di Domenica, 17 gennaio 2010