Lite legale con Frizzarin, il conto a Lazzarotto



CONA. LA CORTE DEI CONTI POTREBBE PRONUNCIARSI NELLE PROSSIME SETTIMANE

Il pagamento delle spese sostenute dal Comune oltre che sull’ex-sindaco potrebbe pesare anche sui consiglieri che votarono a favore e sul segretario comunale



Venezia

Rischia di costare molto cara la "prova di forza" sostenuta nel 2003 dal sindaco di Cona in carica in quel periodo, Luciano Lazzarotto, nei confronti del consigliere comunale di opposizione Primo Frizzarin. Quest'ultimo, dopo aver chiesto chiarimenti in merito a due concessioni edilizie rilasciate dal Comune, si trovò dapprima di fronte a un diniego e poi addirittura dichiarato decaduto dalla carica di consigliere. Il Tribunale veneziano e la Corte d'appello lo reintegrarono e l'amministrazione comunale si trovò a spendere quasi 15mila euro in spese legali ritenute inutili ed evitabili. Per questo il viceprocuratore generale presso la Corte dei conti, Alberto Mingarelli, ha chiesto all'ex sindaco, ai consiglieri comunali che a suo tempo avevano votato la decadenza di Frizzarin e al segretario comunale che avallò il provvedimento a risarcire il danno erariale. Il processo è stato già istruito di fronte alla Corte, che dovrebbe pronunciarsi nelle prossime settimane.

La vicenda si svolse nel corso del 2003, ma l'inizio delle "ostilità" va ricondotto alla fine di gennaio dell'anno precedente, quando Frizzarin chiese chiarimenti in consiglio. Contro il diniego, Frizzarin presentò ricorso al Presidente della Provincia e il sindaco, di fronte alla richiesta da parte di quest'ultimo, di chiarimenti tecnici, incaricò un avvocato di redigere due memorie. Questo, nonostante, all'interno del Comune ci fossero funzionari capaci di fornire quelle stesse spiegazioni a costo zero. A fine 2002, il Consiglio comunale contestò a Frizzarin l'incompatibilità con la carica ricoperta perché in contrasto con il testo unico degli enti locali, il quale prevede l'incompatibilità per "colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo, rispettivamente con il Comune o con la Provincia".

Il procedimento in corso non era affatto di carattere giurisdizionale e Frizzarin interpretava correttamente il ruolo del consigliere, chiedendo chiarimenti in nome non proprio ma del più ampio interesse pubblico. L'incompatibilità andò avanti nonostante il parere contrario della dirigente degli Affari generali, e nel gennaio 2003 il Consiglio votò la delibera con un solo voto contrario.

Se l'amministrazione di Cona avesse dato ascolto alle parole della sua funzionaria, avrebbe risparmiato un mucchio di soldi e invece si trovò invischiata in una causa civile che perse completamente sia in primo che in secondo grado.

Il viceprocuratore generale è andato giù duro , definendo le consulenze del legale incaricato dal sindaco "del tutto inutili e prive di competenza" e addirittura "illegittime" nel caso delle memorie difensive da presentare alla Provincia. Un avvocato, secondo il dottor Mingarelli, avrebbe dovuto spiegare al sindaco che la Provincia non è un giudice e i ricorsi di fronte ad essa non hanno carattere di procedimento giurisdizionale. Il "conto" delle spese legali sostenute dall'amministrazione comunale è così arrivato al sindaco, ai consiglieri che votarono a favore e al segretario comunale di allora che avallò il provvedimento di decadenza.

Michele Fullin


Tratto da:

link esterno al quotidiano Il Gazzettino di Mercoledì, 14 Febbraio 2007