"Il Comune ha tutelato l'interesse pubblico"



Il caso Frizzarin in Corte dei conti
La risposta del consigliere Gazzola



Cona

Ha suscitato parecchie reazioni la notizia, pubblicata il 14 febbraio, sull'azione risarcitoria promossa dalla Procura della Corte dei conti nei confronti dell'ex sindaco Luciano Lazzarotto, del segretario comunale e di quasi tutti i consiglieri comunali che nel 2003 avevano votato una delibera che dichiarava decaduto dal suo ruolo il consigliere Primo Frizzarin. Il consigliere di maggioranza Gilberto Gazzola ha voluto esprimere il suo disappunto per le conclusioni della Procura al termine della richiesta di risarcimento.

«In attesa del pronunciamento della Corte dei conti - dice Gazzola - mi sento di dover rendere pubblico il fatto che l'Amministrazione nell'agire contro Frizzarin intendeva difendere gli interessi del Comune il quale era accusato, tra le tante, di illecito nella vicenda del piano di recupero dell'area Giolo in centro a Pegolotte. È evidente che la difesa (peraltro vinta) contro l'azione del Frizzarin che sporse denuncia in Provincia, era dovuta al fine di evitare le penali economiche dell'impresa costruttrice e degli eventuali altri proprietari legittimati alla realizzazione dell'opera. Infine, l'azione contro il consigliere Frizzarin era dovuta al fatto di assicurare un tranquillo ed efficace funzionamento degli uffici comunali che non possono essere distratti dalla funzione per far fronte a valanghe di esposti infondati e strumentali. Voglio inoltre sottolineare - aggiunge - che l'azione degli amministratori era pervasa dalla convinzione di agire per una migliore amministrazione della cosa Pubblica (pur perdendo la causa sull'incompatibilità del consigliere Frizzarin non vi fu alcun rilievo di azione dolosa o dovuta a colpa grave degli amministratori)».

La Corte, nell'atto di citazione, non fa comunque accenno a dolo o colpa grave, mentre mette in evidenza, usando il carattere neretto, sul fatto che il ricorso di Frizzarin alla Provincia sia stato interpretato come un ricorso all'autorità giudiziaria. Questo non poteva essere ed è per questo che la Corte ha chiesto all'ex amministratore come mai questo fraintendimento sia stato possibile e ha chiesto indietro i soldi pubblici a suo avviso spesi inutilmente.

«Sono comunque fiducioso in un pronunciamento equilibrato del Tribunale- conclude Gazzola- e auspico che gli amministratori, tutti, possano agire con la determinazione e la libertà in difesa degli interessi della collettività, senza il timore di subire ritorsioni sul proprio operato (se privo di dolo o colpa grave).


Tratto da:

link esterno al quotidiano Il Gazzettino di Domenica, 18 Febbraio 2007