La Provincia apre il fronte delle centrali elettriche



Allarme dell’assessore Da Villa che contesta la possibile autorizzazione regionale per gli impianti di Cona e di Loreo
La Provincia è preoccupata del proliferare di centrali elettriche nel territorio veneziano o, comunque, a ridosso di esso. «Sarebbe intollerabile che in assenza di un Piano regionale fossero sempre le stesse aree quelle che devono pagare il caro prezzo ambientale della produzione di energia elettrica - sostiene, in una nota dell'ente, l'assessore all'Ambiente Ezio Da Villa - Da anni attendiamo una programmazione che invece resta chiusa in chissà quale cassetto della Regione e attendiamo che si distribuiscano con equilibrio e ragionevolezza gli impianti necessari sulla base delle attuali attività produttive e della reali esigenze energetiche. Invece si continua a decidere caso per caso e sulla base di interessi politici».

Da Villa si dice molto preoccupato per la possibilità che la competente Commissione Regionale Via autorizzi altre due centrali elettriche nei comuni di Loreo, in provincia di Rovigo ma al confine con l'area meridionale del Veneziano, e in quello non molto distante di Cona , questo nel nostro territorio provinciale. Due impianti a turbogas da 800 megawatt - sottolinea la nota della Provincia di Venezia - che verrebbero ad aggiungersi alla maxicentrale di Porto Tolle (1.850 megawatt), la più grande d'Italia funzionante a carbone.

«La logica continua la nota dell'assessore provinciale appare essere quella del "non nel mio giardino (ma in quello del mio vicino)". Le province di Verona e Vicenza hanno recentemente espresso un parere negativo sull'insediamento nel proprio territorio di centrali elettriche (Montecchio Maggiore 680 megawatt e Roncaglie 800 megawatt) e la Regione, per non scontentare amministrazioni a sé omogenee, sposta il tutto sul confine tra le province di Venezia e Rovigo, "giardino" non politicamente allineato. Questo dimenticando che Rovigo già paga il peso di Porto Tolle e Venezia quello di Porto Marghera.

«Non dimentichiamo infatti - insiste l'esponente provinciale - che il polo industriale veneziano è anche un grande produttore di energia. Oggi si superano i 2.400 megawatt prodotti a Marghera (centrali di Edison Azotati e Levante, Enel di Fusina e Marghera, Polimeri Frene, Eni Coge) e una ulteriore richiesta (Ineos e Montefibre) è stata recentemente avanzata, sempre a servizio della produzione industriale. Si dovrebbe anche tenere conto che questa zona è sottoposta ad un forte inquinamento da polveri sottili Pm10 e che l'Arpav regionale ha dimostrato questa specificità veneziana, cioè che l'inquinamento atmosferico da Pm10 qui dipende per il 38 per cento proprio dalle centrali elettriche.«Come amministrazione provinciale conclude l'assessore Da Villa abbiamo, ancora in passato, assunto un formale impegno con il Comune di Cona di modificare un vecchio parere espresso anni addietro dal Consiglio provinciale e di avviare tutte le iniziative utili per scongiurare che una nuova centrale elettrica venga insediata in quest'area. Crediamo che in presenza di un atteggiamento così determinato e motivato, la stessa Regione debba riconsiderare un orientamento che non ha motivazioni tecniche esplicite, ma troppe implicite convenienze politiche. E la salute dei cittadini invece non ha alcun colore».



Tratto da:

link esterno al quotidiano Il Gazzettino di Mercoledì, 11 Luglio 2007