«Silenzio in quella casa, non ci siamo accorti di nulla»



I VICINI
«Silenzio in quella casa, non ci siamo accorti di nulla»

NOSTRO INVIATO

C'è poca voglia di parlare. Nello spiazzo davanti all'ingresso di casa ci sono amici, parenti e anche qualche vicino che ha portato una parola di conforto alla famiglia di Min Zhou. Nessuno riesce a darsi una spiegazione di ciò che è accaduto. Davanti agli occhi di tutti c'è ancora l'immagine della ventenne sorridente, piena di vita, l'immagine della felicità. Una ragazza sana, senza problemi e con tanta voglia di vivere e di farsi strada nel mondo del lavoro.

«Lavoro qui da un po' di tempo - racconta Zhou Xjaojin, un amico di famiglia - Qui ci sono due laboratori. Produciamo camicie e pantaloni e tutto alla luce del sole, in piena regola. Min l'ho vista alcune volte; era una ragazza serena, tranquilla. Tra le nostre famiglie c'è sempre stato un ottimo rapporto e lo stesso discorso vale anche per i vicini di casa. Una zona tranquilla, con persone per bene. Insomma c'è sempre stata armonia. La ragazza non si faceva vedere spesso semplicemente perchè usciva di casa presto per lavoro e rincasava verso sera con la sua macchina. E' incredibile ciò che è accaduto, qualcosa di inspiegabile. La famiglia di Min aveva deciso un mese e mezzo fa di tornare in Cina perchè la signora, la mamma di Min, doveva sottoporsi a delle cure particolari ad una spalla dolorante. Così avevano deciso di tornare in patria, a Zhejiang, vicino a Shangai. Erano partiti padre, madre e figlio. Una vacanza di quaranta giorni. Poi il ritorno in Italia. Negli ultimi giorni avevano provato a chiamare la figlia al cellulare ma suonava sempre a vuoto. Ovviamente si erano un po' preoccupati. E quando sabato pomeriggio sono finalmente rincasati si sono trovati di fronte ad una tragedia. Siamo subito accorsi e per tutti noi sono momenti durissimi. Siamo vicini alla famiglia di Min, stiamo dando tutto il nostro conforto».

Conosceva il ragazzo o ex ragazzo di Min?

«No, non lo conoscevo - continua - ne ho solo sentito parlare. So che non era ben visto dalla famiglia però. Ma è presto per parlare, per trarre delle conclusioni. I carabinieri stanno raccogliendo tutti gli indizi possibili presenti in quella camera. Spero che riescano presto a dare un nome all'assassino di Min».

L'abitazione dei cinesi confina con quella di una famiglia italiana.

«I cinesi? C'è sempre stato un buon rapporto di vicinato - dice la signora che preferisce mantenere l'anonimato - Persone per bene, mai successo nulla. Ci salutiamo sempre cordialmente, mai avuto problemi con loro. La ragazza l'ho vista qualche volta, non ultimamente però. Avevamo notato che da qualche settimana le persiane della casa erano abbassate e abbiamo pensato che fossero andati tutti in vacanza, la ragazza compresa. Credo che per spostarsi usasse la macchina ma non sono sicura. Poi nel pomeriggio di sabato ho visto i due coniugi con il figlio rincasare e poco dopo ho udito delle urla strazianti da parte della mamma. In un primo momento pensavo che fosse successo qualcosa al figlio, invece poi abbiamo capito cos'era successo. E' stato terribile. Non so quando sia stata uccisa, perchè in questi giorni non abbiamo sentito nulla. E' stata una sorpresa per noi. Insomma sembrava che in casa non ci fosse nessuno».

Le indagini dei Carabinieri di Chioggia e del Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Venezia, che in queste ore sta ultimando i rilievi ed il repertamento presso l'abitazione della vittima, stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita della ragazza, indagando sia nella vita privata della stessa, sia nell'ambiente di lavoro, in virtù del fatto che da circa 3 settimane aveva trovato impiego, come commessa, in un negozio gestito da connazionali a Padova, dove si era sostanzialmente trasferita.

Bisognerà quindi capire quando, con chi e perché la ragazza sia tornata nell'abitazione di Pegolotte, dove il corpo è stato trovato, ormai in stato di decomposizione, riverso a terra in un lago di sangue. Le cause della morte saranno chiarite oggi quando verrà effettuata l'autopsia all'ospedale di Chioggia.

S.B.



Tratto da:

link esterno al quotidiano Il Gazzettino di Martedì, 24 Luglio 2007