Bocciata la nuova centrale elettrica a Cona, troppo inquinamento



IL CONSIGLIO PROVINCIALE FA MARCIA INDIETRO

La Provincia fa marcia indietro: quattro anni fa aveva approvato la costruzione di una nuova centrale elettirca a Cona , ed ora la boccia. Con voto unanime il Consiglio Provinciale ha accolto, infatti, la proposta presentata ieri in aula dall'assessore alla Politiche Ambientali, Ezio Da Villa, con la quale si respinge l'ipotesi di insediamento di una nuova centrale elettrica a turbogas nel territorio comunale di Cona . Formalmente il provvedimento approvato dal Consiglio esprime un parere negativo di Valutazione di Impatto Ambientale, relativamente alle procedure nazionali e regionali.

E' evidente ha detto l'assessore Da Villa che in questi anni si è molto venuta a modificare la situazione dell'area meridionale della provincia, per almeno due fattori concreti: in primo luogo bisogna ricordare l'accordo approvato dalle quattro amministrazioni (i tre Comuni dell'area meridionale e la Provincia) per la realizzazione nell'area di Chioggia-Cavarzere-Cona di un impianto per il compostaggio dei rifiuti urbani. In quell'accordo era espressamente previsto l'impegno della Provincia a contrastare la realizzazione della nuova centrale elettrica. Con questo accordo stiamo seguendo una strada complessa ed articolata di concertazione con i residenti, le amministrazioni locali e i comitati della zona, che sono schierati con grande determinazione contro la centrale.

Il secondo fattore, cui si riferisce l'assessore all'Ambiente, riguarda il PM10, ossia le polveri sottili, dannosissime per i nostri polmoni: è ormai assodato, infatti, che le centrali elettriche sono una fonte che contribuisce in larga parte al prodursi delle micidiali polveri sottili. In assenza di un piano energetico regionale per gli insediamenti delle centrali elettriche, già adottato dalla Giunta ma da tempo fermo in Consiglio ha detto l'assessore si stanno moltiplicando le richieste di nuove centrali. La Regione sta respingendo le richieste che riguardano altre province e, sulla base di una scelta politica, concentra le autorizzazioni nelle province di Venezia e di Rovigo che attualmente già producono l'83% dell'energia elettrica del Veneto. Riteniamo invece che l'area veneziana non possa essere ulteriormente penalizzata, anche in considerazione dell'impegno che le amministrazioni locali congiuntamente, e la stessa Prefettura, hanno profuso per ridurre l'enorme quantità di PM10 già emessa in atmosfera".

Il provvedimento esaminato dal Consiglio provinciale va in questa direzione: la modifica del parere Via "tiene conto proprio di questa particolare situazione, oltretutto per un territorio come quello di Cona che, trovandosi al confine con la provincia di Rovigo - conclude Da Villa -, verrebbe ad essere al centro di un bacino elettrico e di tutto l'inquinamento che questo produce.



Tratto da:

link esterno al quotidiano Il Gazzettino di Sabato, 28 Luglio 2007