Impianto di compostaggio, i Comitati per l'ambiente: ĞEsclusi dalle scelteğ



ANCORA POLEMICHE A CAVARZERE

Nei giorni scorsi si è tenuta a Cavarzere la terza riunione dei rappresentanti dei Comitati per la difesa dell'ambiente dei Comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona con il direttore dell'AATO Antonio Pavanato per quel che riguarda l'impianto di compostaggio. Qualche giorno fa, a fronte di precedenti riunioni che a detta dei Comitati si erano rivelate sostanzialmente inutili ed inefficaci, in quanto si riducevano ad una mera informazione sulle decisioni già prese dai sindaci e dalla Provincia, i Comitati di Cavarzere e Cona riuniti in assemblea, hanno deciso di inviare una seconda lettera agli organismi politici sollecitando precise ed esaurienti risposte a diversi quesiti e avanzando proposte di metodo e di merito. La lettera si concludeva chiedendo che i rappresentanti dei tre Comitati fossero invitati alle riunioni ufficiali con i sindaci, la Provincia e l'AATO, in modo da partecipare a pieno titolo e dare un effettivo contributo propositivo, come accade normalmente in casi analoghi nella stessa Provincia di Venezia.

"A tale documento - sottolinea Carlo Costantini, rappresentante del Comitato "Ambiente e Sviluppo" di Cavarzere - non si è avuta finora alcuna risposta , da nessuno dei tre sindaci né dall'Amministrazione provinciale. Viceversa, alla riunione del 7 agosto il dottor Pavanato ha informato che l'AATO ha già approvato i criteri di esclusione delle aree e la relativa planimetria per l'individuazione dei siti ove collocare l'impianto di compostaggio di cui, alla data odierna, sono ancora ignote le esatte caratteristiche e dimensioni, dato che gli impianti visitati sembrano diversi da quello qui proposto."

"Abbiamo fatto notare - prosegue Costantini - che detta planimetria, che secondo Pavanato sarebbe ancora modificabile, oltre che essere a grandissima scala e quindi poco dettagliata, non sembra tenere conto della realtà dei territori, delle previsioni urbanistiche (PRG) e di altri vincoli documentabili; nè si capisce il motivo per cui non sia stata data preferenza alle zone industriali, pure presenti nel territorio e che presentano ancora decine di ettari di superficie inedificata, mentre si propongono dei siti limitrofi ad esse."

"Se dunque - continua Costantini - le aree escluse da vincoli e raccomandazioni sono teoricamente decine, pari a migliaia di ettari, non si capisce, quindi, in base a quali criteri specifici siano stati individuate quelle "papabili" ed è ovvio che se le scelte diventano semplicemente "politiche", le analisi, i criteri, le proposte dei Comitati e delle stesse Commissioni consiliari comunali, per non parlare della popolazione, sono del tutto superflue, anzi un intralcio."

"A questo punto - conclude Costantini - i Comitati hanno deciso di non partecipare ad ulteriori riunioni finchè non avranno avuto da parte delle autorità politiche esaurienti risposte ai quesiti posti; i Comitati ribadiscono nuovamente quanto già scritto fin dall'inizio: l'impianto di compostaggio non può sommarsi ad altri impianti esistenti e/o previsti nell'area sud della Provincia che , con il Polesine, non può diventare la "pattumiera del Veneto", e la sua accettazione è subordinata, quanto meno, alla non realizzazione della grande centrale a turbogas prevista a Cantarana, a poca distanza da Cavarzere.

Mattia Da Re



Tratto da:

link esterno al quotidiano Il Gazzettino di Martedì, 21 Agosto 2007