L'obiettivo una Asl con Cavarzere e Cona




Riaccorpamenti delle aziende sanitarie e futuro dell’ospedale al centro della riunione della quinta commissione consiliare

Romano Tiozzo: «La città ha diritto di avere strutture all'altezza della sua dimensione»

Chioggia

Un sostanziale accordo sul tema della sanità tra maggioranza ed opposizione consiliare che ha come base l'ordine del giorno presentato dal diessino Pino Penzo. Chioggia in sostanza chiede alla Regione che il proprio ospedale, cosiddetto di rete, venga adeguato nei servizi riconosciuti a questa situazione. Ed inoltre che i finanziamenti già deliberati vengano erogati e resi immediatamente spendibili per fronteggiare alcune emergenze: cardiologia, nuova piastra delle sale operatorie, completamento del programma per l'adeguamento alberghiero dell'ospedale ed interventi per i servizi territoriali. La questione della collocazione, di un nuovo assetto territoriale conseguente alla frantumazione dell'Asl 14 con la parte padovana che entrerà a far parte dell'Asl 12 di Padova non risulta al momento essenziale. Se l'Asl 14, ridotta a Chioggia, Cavarzere e Cona potrà essere mantenuta c'è l'impegno da parte dei consiglieri Tesserin e Lucio Tiozzo a fare in modo che ciò avvenga. L'ex sindaco Guarnieri, proprio per avere garanzie da questo punto di vista ha chiesto ai due esponenti del Consiglio regionale di presentare un emendamento nel progetto di legge che prevede il passaggio dei Comuni della Saccisica con Padova in modo da deliberare la sussistenza dell'Asl 14.

Questo il risultato degli interventi in quinta commissione da parte del citato Guarnieri dopo la lettura dell'ordine del giorno di Pino Penzo, dell'assessore al Sociale Riccardo Rossi, di Giuseppe Casson per la lista civica Chioggia popolare, di Umberto Iazzetta per Cittadinanzattiva, di Franco Galera per "Cuore amico" (il discorso di Cardiologia va chiuso nel giro di qualche settimana), di Mauro Bonato della Cisl che ha appunto invocato delle scelte da parte della città. Scelte che trovano la parte politica d'accordo con i tecnici (l'intervento del primario medico, dottor Angelo Bariga) e che preordinano l'adeguamento dei servizi ospedalieri e territoriali a qualsiasi decisione sul riassetto territoriale. La sanità, in definitiva, ha concluso il sindaco Romano Tiozzo, non è né di destra né di sinistra. "La città ha diritto di avere un presidio sanitario all'altezza della sua dimensione e del restante territorio regionale".

Dovranno contare per ogni decisione riguardante servizi ed assetti territoriali le indicazioni del nuovo Piano socio sanitario, che la Giunta si accinge a presentare colmando un vuoto di una decina d'anni e soprattutto la realtà epidemiologica rispetto alla quale si aprono, tra l'altro grossi problemi. Nel giro di qualche mese l'ospedale perde due bravissimi medici, un oncologo, l'unico in servizio ed un gastroenterologo, unico anche lui. Ci sarà modo di sostituirli degnamente?

Giorgio Boscolo



Tratto da:

link esterno al quotidiano Il Gazzettino di Mercoledì, 3 Ottobre 2007