«Falso ideologico» L'architetto Romano Manfrin rinviato a giudizio



Venezia

È accusato di aver commesso un falso nella delibera comunale con la quale l'amministrazione di Cona modificò la zona di rispetto attorno al cimitero.

L'architetto Romano Manfrin è stato rinviato a giudizio ieri dal giudice per l'udienza preliminare di Venezia, Giuliana Galasso: la Procura lo accusa di falso ideologico. Il processo verrà celebrato il 5 febbraio del prossimo anno davanti al giudice monocratico di Chioggia.

Manfrin , assistito dall'avvocato Poli di Padova, inizialmente era accusato anche di abuso d'ufficio: secondo il sostituto procuratore Alessia Tavarnesi, infatti, attraverso la delibera finita sotto accusa avrebbe agevolato soggetti interessati ad uno sviluppo dell'area. Questa imputazione, però, non è stata provata e il gup Galasso ne ha disposto l'archiviazione, ritenendo che Manfrin non abbia avuto alcun interesse personale nella vicenda. Il giudice ha invece ritenuto che l'accusa di falso ideologico debba essere vagliata nel corso del dibattimento. L'imputato respinge ogni addebito e assicura la correttezza della delibera finita sotto accusa.

L'architetto Manfrin, responsabile del servizio tecnico del Comune di Cona, è un professionista molto conosciuto a Cona: in passato il suo studio professionale si era occupato di importanti progetti, tra cui quello per il rifacimento di piazza Cesare De Lotto e piazza del Municipio a Pegolotte.


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link esterno al quotidiano Il Gazzettino di Martedì, 20 Novembre 2007