Cona cerca alleati contro la nuova centrale elettrica



Cona

«Convocheremo un consiglio comunale aperto, ai primi di ottobre, invitando i sindaci di tutti i Comuni coinvolti, i presidenti delle Province, i consiglieri regionali, i parlamentari e i cittadini e chiederemo a tutti di opporsi alla costruzione della nuova centrale elettrica».  Tra il Comune di Cona e la società Elettra Gll è ormai guerra aperta e il sindaco, Anna Berto (nella foto), annuncia le prossime mosse con cui, in un quadro legislativo decisamente sfavorevole, il piccolo Comune giocherà le sue carte per evitare l’insediamento, ritenuto pericoloso e inquinante, di una centrale a turbogas da 800 Mw nella zona industriale di Cantarana gestita dal Cosecon. «Il decreto Marzano - spiega il sindaco - limita fortemente la possibilità dei Comuni di rifiutare questi impianti. Anche per questo, in agosto, avevo convocato i rappresentanti dell’Elettra e del Cosecon per far loro presente la netta contrarietà della popolazione e dell’amministrazione comunale alla realizzazione della centrale».  Ma nessun passo indietro è stato fatto. Anzi, negli scorsi giorni l’Elettra Gll ha inviato due faldoni di ulteriore approfondimento dello studio di impatto ambientale come richiesto dalla Regione e del ministero dell’ambiente. «Da questi documenti - continua il sindaco Berto - emerge che l’area di diffusione delle cosiddette polveri sottili, prodotte dalla centrale, è enorme e comprende i Comuni di Cavarzere, Chioggia, Correzzola, Piove di Sacco, Codevigo, Brugine, Arzergrande, Pontelongo, Agna, Anguillara, Rovigo, Villadose, Adria, Pettorazza, S. Martino di Vanezze, Campagnalupia e Campolongo Maggiore. Non è, quindi, un problema solo nostro. Chiederemo agli amministratori e agli esponenti politici che la gente ha eletto, di aiutarci in questa lotta che è sicuramente difficile, ma che, se sapremo condurre un’azione forte, penso possiamo vincere».  Prima del Consiglio comunale aperto, il sindaco convocherà un’assemblea pubblica per spiegare ai cittadini i passaggi burocratici e amministrativi che hanno portato all’attuale situazione.

(Diego Degan) 



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link esterno al quotidiano La Nuova di Venezia di Martedì, 21 settembre 2004