Pericolo centrali a Chioggia e Cavarzere




Cavarzere

Riconvertire a metano, con il gas del terminal di Porto Levante, la centrale di Porto Tolle per evitare a Cavarzere, Chioggia e tutta la «bassa» veneta e ferrarese i danni che deriverebbero delle centrali di Cantarana e Loreo, e consentire anche l’impianto di compostaggio nel sud provincia. La proposta vuole risolvere i principali nodi ambientali della zona e nasce sull’onda dei dubbi «qualificati» che hanno investito il progetto di riconversione a carbone di Porto Tolle. Essa, però, rischia di non essere presa neppure in considerazione, a fronte degli interessi economici in campo. Ecco perché i comitati ambientalisti di Cavarzere e Cona, presieduti da Cinzia Frezzato ed Enzo Pinton, e quelli polesani, hanno chiesto il sostegno di Regione e Provincia alla loro proposta.  Il quadro è noto: due centrali a turbogas da 800 megawatt in progetto a nord e a sud di Cavarzere con Polesine Camerini a fare da ago della bilancia. Nel senso che se si fa la riconversione a carbone, una delle due centrali salterà. Ma quale? Il sindaco di Cona, Anna Berto, ha ricevuto assicurazioni (informali) dall’assessore regionale Renato Chisso che salterà Cantarana, ma a palazzo Balbi (sede della Regione) si dice che potrebbe saltare invece Loreo, perché più vicina a Porto Tolle. Sta di fatto che tutte e due le turbogas hanno pareri tecnici favorevoli e anche se la Regione ha detto sì a Cantarana, se non si fa Porto Tolle, la decisione ultima è incerta. Intanto l’Enel spinge per il carbone e, recentemente, ha anche prefigurato un «trasloco» della centrale in Albania, a causa delle lungaggini burocratiche della Via italiana. Lungaggini che, però, hanno un retroscena inquietante che gli stessi comitati ambientalisti hanno reso noto. La procura della Repubblica di Rovigo, infatti, aveva commissionato a un pool di esperti (gli ingegneri Alfredo Pini e Paolo Rabitti e il dottor Stefano Scarselli) una perizia sullo studio di impatto ambientale presentato dall’Enel sul progetto progettodi riconversione a carbone. Un atto motivato dall’esistenza di una precedente inchiesta, a carico dell’Enel, avviata dalla procura rodigina, per danni alle persone causati dall’inquinamento prodotto dalla centrale. In quell’inchiesta - finita con l’archiviazione - non era stato possibile dimostrare una correlazione scientifica tra le emissioni della centrale e le morti per tumore, statisticamente rilevanti, che si verificano in zona. La riconversione, quindi, è una specie di secondo round. Ebbene, la conclusione degli esperti, nella sostanza, è stata che le reali emissioni in atmosfera del nuovo impianto (e del traffico navale connesso) erano state sottostimate da Enel. Di qui il rallentamento della Via e la proposta dei comitati che ottimizzerebbe gli impianti, compreso il terminal di Porto Levante, così inviso ai pescatori, ma ormai inamovibile.

(Diego Degan) 
 

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link esterno al quotidiano La Nuova di Venezia di Giovedì, 8 gennaio 2009