Ladro incastrato dal suo Dna




Cavarzere

Brutto vizio il fumo. Soprattutto quando un mozzicone di sigaretta conserva le tracce di saliva che, tramite l’esame del Dna, possono essere attribuite al fumatore. Se, poi, questo è anche l’autore di un furto, ecco spiegato perché è meglio non fumare. O almeno gettare i mozziconi dal finestrino. Lo sfortunato di turno è un cittadino rumeno, Ioan Mancas, 28 anni. Nel settembre 2007 l’uomo era stato arrestato a Cavarzere insieme a un connazionale. Entrambi, una notte verso le quattro, erano in sella a due biciclette appena rubate e, intercettati dai carabinieri, si erano dati alla fuga a piedi. Ma erano stati rintracciati dai militari e, dopo una breve colluttazione, erano stati arrestati, per furto, resistenza pubblico ufficiale, detenzioni di arnesi da scasso e di munizioni, visto che erano in possesso di un proiettile calibro 9. In quell’occasione era stato prelevato un campione di Dna che era stato, poi, inviato al Ris di Parma e inserito nella specifica banca dati. Ed è stato nei giorni scorsi, durante una delle periodiche procedure di confronto e incrocio dei dati immagazzinati che è emerso che il Dna del Mancas era lo stesso rinvenuto su una sigaretta trovata all’interno di un’auto rubata a Cona, il primo aprile 2006, e usata per compiere un furto al ristorante pizzeria Ca’ Donà di San Martino di Venezze, il successivo sette aprile. Dopo il furto, l’auto era stata abbandonata e, al suo interno, erano state cercate tutte le possibili tracce che permettessero di risalire ai malviventi che l’avevano usata. Ora la pazienza di quelle ricerche è stata premiata anche se non si sa dove si trovi il ladro.

(Diego Degan)
   

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link esterno al quotidiano La Nuova di Venezia di Sabato, 17 gennaio 2009