Task force di cacciatori per abbattere le nutrie




Campagna Lupia

Una task force di cacciatori contro le nutrie. A lanciare la campagna di contenimento di questo animale, che devasta i raccolti dell’intera provincia, è l’assessore alla caccia e alla pesca provinciale Luigi Solimini. «Da questo mese - dice Solimini - sono attive nei Comuni di Noale, nel territorio dell’ambito di caccia del Veneto Orientale e a Chioggia, tre squadre di cacciatori di 5 elementi ciascuna».  «Ai cacciatori è stato affidato il compito di abbattere le nutrie nelle aree di loro competenza a colpi di arma da fuoco. Un risultato che abbiamo ottenuto grazie ad un accordo fra associazioni di agricoltori e venatorie».  Il numero crescente delle nutrie sta provocando danni grossissimi alle colture. I grossi roditori negli ultimi 3 anni sono aumentati del 60%, soprattutto lungo le sponde del Novissimo, nell’area Sud della laguna di Venezia, devastando anche gli argini del canale e delle canalette limitrofe. I danni sono soprattutto ai raccolti che in estate subiscono veri e propri dimezzamenti. Qualche pericolo sembra esserci con la diffusione dell’animale anche come portatore di malattie infettive. Le forze della polizia provinciale per questo non bastano più. Non bastano, però, per la Provincia i 15 cacciatori entrati in azione già questo mese. «Nel 2008 - dice l’assessore Luigi Solomini - abbiamo abbattuto circa 4.700 nutrie, solo con la polizia provinciale e i trappolaggi. 500 in più dell’anno precedente. Con l’aiuto di una cinquantina di cacciatori in tutta la provincia pensiamo di raggiungere ampiamente, quest’anno o nel 2010 la cifra di 6000-6500 nutrie annue abbattute come in provincia di Padova. Sarebbe un bel risultato. Le aree più colpite dall’incremento demografico di questo animale sono in provincia di Venezia quelle di Cona, Cavarzere, Campagna Lupia, Campolongo Camponogara e Mira. La nutria, infatti, sta risalendo il territorio da Sud, cioè dall’area di Rovigo e Ferrara. Servono proprio nelle zone più critiche più volontari».  Le trappole vengono consegnate direttamente dalla Provincia su richiesta agli agricoltori. Il via libera alla task foce di cacciatori invece è arrivato nei mesi scorsi dall’Infs (Istituto nazionale Fauna selvatica). L’assessore Solimini stigmatizza comunque l’atteggiamento delle associazioni iper animaliste. «Qui non siamo di fronte ad una specie in via di estinzione - dice - ma ad un grosso roditore che fa danni all’ambiente. Queste associazioni si devono rendere conto che il loro numero è in ascesa esponenziale e va ridotto. I danni alle colture sono a livello provinciale di milioni di euro».

   

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link esterno al quotidiano La Nuova di Venezia di Sabato, 24 gennaio 2009