«Strade dissestate e pericolose tra le 35 aziende di Cantarana»




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Strade dissestate, segnaletica mancante, erbacce che crescono incontrollate, viabilità pericolosa, raccolta rifiuti inadeguata, carenze infrastrutturali. La lista delle lagnanze non riguarda un quartiere di periferia e non viene neppure da qualche cittadino irrequieto: stiamo parlando della zona industriale di Cantarana, dove sono insediate circa 35 aziende, che danno lavoro a 6-700 persone e a lamentarsi di «un’amministrazione comunale sorda» sono proprio gli imprenditori che qui operano. Loredano Grande, titolare della Pasticceria Veneta, referente di zona di Unindustria e Franco Tamiazzo, della Biosigma, una delle prime aziende insediate nell’area, sono concordi nel riferire di «un’assenza» della pubblica amministrazione non tanto nella risoluzione, quanto piuttosto nella considerazione dei problemi. «Abbiamo calcolato - dice Grande - che, nel 2007, le 29 aziende di Cantarana hanno versato al comune oltre 182 mila euro di Ici, con l’acconto 2008 siamo già a oltre 92 mila euro su 320mila. Che servizi abbiamo in cambio?». Domanda retorica di fronte alle carenze già evidenziate. Qualche cosa, però, negli ultimi tempi si è mosso. «In via Risorgimento - aggiunge Grande - è stata rinnovata l’illuminazione pubblica» e a Cantarana, dice Tamiazzo «si dovrebbe sistemare, a breve, l’incerta viabilità di via Valletta, come pure, con l’intervento della Provincia, verrà messo in sicurezza l’incrocio di accesso alla zona industriale». Ma gli altri problemi restano. Forse qualcosa è anche «colpa» di altri: ad esempio le strade sono dissestate perché «sono state costruite un po’ al risparmio» - dice Tamiazzo ma il comune non sembra insistere più che tanto per il ripristino. Stesso discorso con Enel e Telecom: «sulle continue microinterruzioni di corrente e sulla mancanza di adsl serve un’azione più incisiva».

(Diego Degan)

   

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link esterno al quotidiano La Nuova di Venezia di Mercoledì, 28 gennaio 2009