ĞLe modifiche al Prg decise dal Consiglioğ




Cona

Le modifiche alla fascia di rispetto cimiteriale non erano frutto di interesse personale, ma di decisioni politiche dell’amministrazione comunale. È questa la spiegazione che l’architetto Romano Manfrin ha dato al giudice, nel processo che, in Tribunale a Chioggia, lo vede imputato per falso, con l’accusa specifica di non aver informato correttamente il Consiglio comunale sul contenuto di una variante al Prg. All’epoca dei fatti (1999) Manfrin era responsabile dell’ufficio tecnico comunale e aveva predisposto una variante che, causa l’ampliamento del cimitero di Cona, traslava in avanti il limite del vincolo cimiteriale. Ma la traslazione non era omogenea su tutto il perimetro. In una certa zona veniva ridotta di ampiezza (50 metri invece di 100) per non includere degli edifici che avrebbero perso, in tal modo, la possibilità di essere ristrutturati. Qui starebbe, secondo Manfrin che ha reso ieri le sue dichiarazioni spontanee nel processo, la scelta politica dell’amministrazione di allora, con sindaco Luciano Lazzarotto. Ma, secondo l’accusa, c’era dell’altro. Ovvero il fatto che un’immobiliare, di cui Manfrin era socio, aveva acquistato, pochi mesi prima, quei terreni «salvati» dal vincolo cimiteriale. E la relazione presentata, sempre da Manfrin, al Consiglio comunale non lo avrebbe spiegato. Anzi tale relazione, copiata da quella di un altro tecnico che l’aveva usata per illustrare una precedente variante mai approvata, avrebbe riportato informazioni diverse da quelle descritte nella cartografia.  Proprio per rendersi compiutamente conto di queste eventuali differenze il giudice ha disposto per la prossima udienza, il 27 maggio, l’esame di un consulente tecnico.

(Diego Degan)

   

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link esterno al quotidiano La Nuova di Venezia di Giovedì, 26 marzo 2009