«Sbloccare 15 milioni di euro»




Chioggia

I fondi residui dei Patti territoriali per mettere in moto l’economia. Si tratta di 15 milioni di euro che non sono stati utilizzati nell’ambito dei Patti e che il Governo potrebbe rimettere in circolo nell’area sud. La ricetta arriva dall’assessore provinciale alle attività produttive, Giuseppe Scaboro, che fa ha incontrato le categorie nella prima riunione dell’Osservatorio provinciale per la crisi economica dell’area sud. Alcuni dei progetti presentati con i Patti territoriali sono rimasti lettera morta facendo avanzare economie che in questo periodo potrebbero rivelarsi preziose. I finanziamenti non utilizzati sono 15 milioni: 12 a sostegno del mondo dell’impresa, 3 per infrastrutture. «L’Osservatorio - spiega Scaboro - rientra nel percorso che abbiamo avviato a febbraio per monitorare in tutto il territorio provinciale le diverse realtà territoriali e individuare strategie condivise tra istituzioni, organizzazioni sindacali e categorie economiche per reagire. Nell’incontro promosso per l’area di Chioggia-Cavarzere e Cona le categorie hanno fornito elementi importanti per tracciare un quadro completo della crisi in atto, condividendo con la Provincia l’azione di pressing sul Governo per lo sblocco dei fondi». Dalla riunione è emersa una situazione di forte criticità in un’area che forse più di altre deve ancora trovare una piena evoluzione produttiva. Ad aggravare il quadro ci sono poi elementi comuni a tutto il territorio provinciale come la difficoltà di accesso al credito, il calo dei consumi interni e delle esportazioni ed elementi specifici come la crisi del tessile e del settore orticolo, la stasi del comparto turistico. Elemento non marginale la stretta correlazione tra la crisi della Chimica e di alcune aziende meccaniche e la flessione occupazionale di Chioggia. Unico fattore di positività emerso è la tenuta del sistema porto che sta resistendo alla crisi internazionale, registrando a Chioggia flessioni molto meno gravi dei porti vicini». «Lavoreremo - aggiunge Scaboro - per definire un quadro di iniziative condivise con Aspo e le altre istituzioni che possano garantire il sostegno alle attività portuali e ai servizi indispensabili perché lo scalo clodiense allarghi all’entroterra il valore del proprio ruolo».

(e.b.a)

   

Tratto da:

link esterno al quotidiano La Nuova di Venezia di Venerdì, 27 marzo 2009