«Compostaggio, i cittadini chiedono chiarezza»



Interviene Emanuele Marzola (Sd)
Un confronto pubblico con Comune e Provincia

Cavarzere

La questione dell'impianto di compostaggio continua a tenere banco a Cavarzere. Questa volta è il Coordinatore del Circolo di Cavarzere e segretario di Sinistra Democratica, Emanuele Marzola, a chiedere che i cittadini vengano informati a dovere dalla Provincia e dall'amministrazione comunale. "Da mesi - esordisce Marzola - ai cavarzerani arrivano notizie su un impianto di compostaggio da collocare nell'area sud della provincia; è tempo che il sindaco di Cavarzere ed il presidente della Provincia diano risposte chiare applicando un principio elementare: la trasparenza. Da gennaio il riferimento riguarda il protocollo di intesa sottoscritto dai Comuni di Cavarzere-Chioggia-Cona ; una cortina fumogena, alimentata ad arte, dato che, da subito, avevano deciso che l'impianto sarebbe stato costruito nel territorio cavarzerano, considerata la totale indisponibilità di Chioggia e Cona "."Il sindaco Parisotto - aggiunge Marzola - scaricando tutte le responsabilità sull'amministrazione provinciale, continua ad affermare che è la provincia a decidere i possibili siti ubicati nel territorio cavarzerano, mentre il 4 ottobre scorso l'assessore provinciale Ezio Da Villa, nel corso di una riunione tenuta con i capigruppo consiliari di Pd, Prc, Sd, Lista Cambiare Cavarzere e Udc, aveva affermato che i siti relativi al territorio cavarzerano sono stati indicati dall'amministrazione comunale di Cavarzere. Sempre nel corso di quell'incontro Da Villa ed il presidente Davide Zoggia avevano informato gli stessi capigruppo che l'area individuata a Cavarzere come "Sito D" sarebbe stata stralciata 'per problemi ambientali e perché troppo vicina al centro abitato'. Sucessivamente - spiega Marzola - l'amministrazione comunale di Cavarzere, venuta a conoscenza della decisione assunta dagli amministratori provinciali di stralciare il "Sito D" è tornata pesantemente sulla questione con il risultato che la Provincia, ha innestato la retromarcia e il "Sito D", situato a 1000 metri dal capoluogo, a 500 metri dall'abitato di Ca' Venier, è rimasto".

"Il sindaco Parisotto - prosegue Marzola - continua a fare incontri, decidere su questioni che riguarderanno la nostra comunità per i prossimi 30 anni senza mai avere dato l'opportunità al consiglio comunale e ai cittadini di poter esprimere il loro parere. Per noi è pacifico che il sindaco, quando incontra gli amministratori e tecnici provinciali, parli a titolo personale, dato che l'unico organismo comunale che finora si è espresso è la Commissione Comunale che ha votato ancora due mesi fa una risoluzione molto chiara con la quale si stabiliva di sospendere la procedura in atto per l'individuazione dei siti idonei alla collocazione dell'impianto di compostaggio; di affrontare, in via preliminare, le questioni relative alle caratteristiche dell'impianto, le sue capacità e strutture, l'impatto sull'ambiente, sulla salute e sul vivere quotidiano dei cittadini".

" Verrà il momento in cui- conclude Marzola- finalmente il sindaco di Cavarzere ed il presidente della Provincia si confronteranno con i cittadini di Cavarzere, con le donne e gli uomini che in soli venti giorni hanno sottoscritto la petizione popolare lanciata dal Comitato ambiente e cviluppo di Cavarzere: migliaia di persone che hanno dato la loro convinta e motivata adesione a proposte molto semplici e che si pongono, tra l'altro, un chiaro obiettivo: se l'impianto sarà realizzato a Cavarzere, esso dovrà trovare collocazione in un'area lontana dai centri abitati e in particolare dal capoluogo."

Mattia Da Re



Tratto da:

link esterno al quotidiano Il Gazzettino di Sabato, 8 dicembre 2007