Bisto: «Niente impianto di compostaggio nel sito D»




Cavarzere

Grande partecipazione e polemiche roventi, giovedì sera, all’assemblea organizzata dai comitati ambientalisti di Cavarzere e Cona per discutere dell’impianto di compostaggio e della centrale elettrica di Cantarana. Positiva la conclusione della serata, grazie all’impegno di Mauro Bisto, presidente del consiglio provinciale, di portare in discussione a Ca’ Corner una delibera in cui, anche il consiglio, come ha già fatto la giunta provinciale, escluda il Sito D dalle possibili scelte per la collocazione dell’impianto di compostaggio.  I comitati lo chiedevano a gran voce quale garanzia che il Sito D, troppo vicino al centro di Cavarzere, non tornasse in gioco, magari dopo le elezioni, a causa del valore solo «politico» ma non vincolante dal punto di vista amministrativo della decisione assunta finora. Concorde anche il consigliere provinciale della Lega Nord, Antonio Di Luzio, che ha ribadito l’intenzione del suo partito di chiedere il ripristino del «nodo ecologico», la fascia di tutela ambientale che sarebbe un ulteriore, e decisivo, ostacolo alla scelta del Sito D. Contrariato, su questo punto, è apparso il sindaco Pier Luigi Parisotto, che ha minacciato una causa per danni alla Provincia se dovesse essere ripristinata quella fascia di tutela, nel cui ambito, secondo le sue intenzioni, dovrebbero essere collocate le industrie pesanti da allontanare dal centro di Cavarzere. Forti polemiche, poi, sono state espresse contro i comitati, da alcuni esponenti della ex maggioranza di Cona (Gazzola, Cortellazzo) che, fino al 2004, era stata protagonista (o vittima inconsapevole, secondo la loro tesi) di progetti quali l’Ecopolo e la centrale elettrica, quest’ultima ancora in ballo, fortemente osteggiati dalla gente. Questi ex amministratori hanno interrotto più volte il dibattito e accusando i relatori - molto ben documentati nella loro esposizione - di essere bugiardi, senza, peraltro, portare alcun elemento di prova. Da rilevare la speranza di un gruppo di giovani che l’impianto di compostaggio possa portare posti di lavoro in paese. «Giro l’Italia per lavoro da anni - ha detto uno, sostenuto a scena aperta dagli altri - ma vorrei lavorare a Cavarzere. Ho visto molti impianti di compostaggio e penso che, se sono ben gestiti, non puzzino per niente».

(Diego Degan)

   

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link esterno al quotidiano La Nuova di Venezia di Domenica, 8 marzo 2009