Centrale termoelettrica a Cona, sė con riserva



 

L'autorizzazione alla realizzazione è subordinata all'eventuale esito negativo della procedura nazionale relativa alle centrali di Loreo e Porto Tolle
Chisso: «L'inquinamento atmosferico prodotto non potrà essere considerato a livello locale ma su un territorio più ampio»

Cona

È favorevole, con prescrizioni, il parere di compatibilità ambientale della Regione sul progetto di una centrale termoelettrica in Comune di Cona, ma l'autorizzazione alla realizzazione è subordinata all'eventuale esito negativo della procedura nazionale relativa alle centrali di Loreo e Porto Tolle. La centrale a turbogas di Cona, insomma, potrà essere avviata solo qualora non venisse approvata una delle altre due centrali vicine. Lo ha deciso la Giunta veneta, su proposta dell'assessore agli Investimenti strategici Renato Chisso, prendendo atto del voto espresso a maggioranza sull'argomento dalla Commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale.

"In sostanza la Commissione Via - ha spiegato Chisso - ha ritenuto che il progetto di per sé possa essere valutato dal punto di vista tecnico favorevolmente, considerando tra l'altro che la nuova centrale sarebbe molto più efficiente di altre di vecchio tipo, producendo più energia a costo minore e con emissioni di gas serra molto più contenute. Tuttavia un giudizio definitivo non può essere disgiunto da una considerazione più complessiva che riguarda anche altre centrali esistenti o in progetto a non molta distanza, come quelle di Marghera, Porto Tolle e Loreo. In questo caso, l'inquinamento atmosferico prodotto non può riguardare lo specifico ambito locale ma uno a più vasto raggio, mentre la valutazione d'impatto ambientale deve considerare la situazione effettiva alla luce di quella che sarà la situazione sulla base delle centrali esistenti e autorizzate. E questo sia per quanto riguarda la capacità di produzione di energia, sia la situazione ambientale che ne deriva, sia la strategia di diversificazione delle fonti energetiche, di sviluppo delle fonte rinnovabili e della rete elettrica di trasmissione esistente e prevista".

"Non si può insomma autorizzare una centrale considerata in maniera a sé stante - ha precisato ancora Chisso - ma va considerato il complesso degli effetti e delle interazioni dei diversi impianti di produzione di energia, posti a non molta distanza della stessa, altrimenti c'è solo il rischio di una moltiplicazione impiantistica senza che vi sia una vera pianificazione energetica".



Tratto da:

link esterno al quotidiano Il Gazzettino di Mercoledì, 18 giugno 2008