«Attenti all'impianto di compostaggio»




Cavarzere

La questione del «Sito D», cioè il luogo dove fare il nuovo mega impianto di compostaggio dei rifiuti, non è chiusa. A denunciare il pericolo che ancora incombe, a loro parere, sul centro urbano di Cavarzere e vari nuclei abitati, che verrebbero a trovarsi troppo vicini a un impianto di compostaggio realizzato in quell’area, sono i comitati ambientalisti di Cavarzere e Cona. La delibera di giunta con cui la Provincia ha detto «no» al Sito D, accogliendo anche le loro argomentazioni (e la protesta di 2500 cavarzerani, firmatari di una petizione), non sembra sufficiente a mettere la parola fine alla vicenda. «Il Sito D è stato individuato, assieme agli altri, con delibera del consiglio provinciale, non della giunta - spiega Paolo Campaci, del comitato cavarzerano - perciò ci vuole un analogo atto del consiglio per stralciarlo davvero. Altrimenti sono solo parole, intenzioni politiche che domani potrebbero non essere mantenute». A rafforzare questi timori ci sono alcune dichiarazioni dell’assessore provinciale Ezio Da Villa che, pur avendo votato la delibera che checassa il Sito D, afferma pubblicamente che, per lui, quello era uno dei siti migliori e che la scelta è stata forzata e compiuta solo per mettere a tacere voci di presunte speculazioni. A Da Villa, esponente dei Verdi, fa eco, in un’intervista, il sindaco forzista di Cavarzere, Pier Luigi Parisotto, che ribadisce lo stesso concetto. Ora gli ambientalisti annunciano, entro febbraio, un’assemblea pubblica a cui, dice Enzo Pinton, del comitato di Cona,”inviteremo esponenti provinciali e regionali e rivolgeremo loro precise domande, chiedendo risposte altrettanto precise, visto che, finora, le promesse fatte dalla Provincia (compreso il «tavolo tecnico» contro la centrale di Cantarana) sono state tutte disattese o mascherate con pronunciamenti non sostanziali e contraddittori». Ma anche le amministrazioni locali non sono esenti da colpe, secondo i comitati. «Nessuno, a Cavarzere, ha mai posto il problema degli interventi compensativi per i danni che l’impianto di compostaggio, ovunque venga collocato, provocherà» ha detto Campaci. Mentre, sottolinea Alberto Voltolina, «il comune di Cona si è defilato, quasi che la questione non lo riguardasse. Invece il sito D è a 200 metri in linea d’aria da Corte Duoda, sito della mega-discarica che siamo riusciti a bloccare qualche anno fa».

(Diego Degan)

   

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link esterno al quotidiano La Nuova di Venezia di Martedì, 27 gennaio 2009